LIFE BEYOND TOURISM BLOG

August 8, 2008

Domenica d’agosto che caldo fa…

Cari amici viaggiatori,

Agosto è il mese dei grandi esodi, degli spostamenti in massa per raggiungere la tanto attesa destinazione turistica, è il mese delle città deserte e desolate, del relax e del distacco temporaneo dalla vita di tutti i giorni.

Molti vanno in vacanza, ma molti (come me!!!) rimangono in città e si gustano il piacere di poter finalmente VIVERE LA CITTA’ in tutta la sua pienezza, senza traffico, rumori, gente che va di fretta, il solito stress cittadino, insomma.

Agosto è il mese per eccellenza delle vacanze quindi, ma anche del turismo di massa che è quel tipo di turismo che consuma le destinazioni turistiche a discapito dello spirito del luoghi e dell’identità dei loro abitanti

Oggi si parte più frequentemente in gruppo che non da soli, ci si muove in vacanze governate (fin nei minimi particolari) dai tour operators. Sostiene Franco Ferrarotti che in questo mondo in cui tutti viaggiano è proprio il viaggio a eclissarsi,

“si viaggia con una fretta esponenziale, con la golosità di una bulimia indifferente ai contenuti, sorda alle situazioni, cieca di fronte alle differenze” (FERRAROTTI 1999: 23).(1)

Il momento del transito, dello spostamento spaziale è stato abolito da un volo aereo di poche ore, in favore del punto di partenza/ritorno e del punto di arrivo temporaneo. Non si parte più alla ricerca della propria identità e dell’esperienza autentica, continua Ferrarotti, ma certo

“anche il più banale dei viaggi per le vacanze di massa, ha un effetto di deritualizzazione dell’esperienza personale, che può, al limite, intaccare i modi consueti dell’esperienza psichica e religiosa, provocarne un riorientamento profondo… il viaggio decongela l’identità, la rende mobile, itinerante, problematica” (FERRAROTTI 1999: 50).

Nonostante ciò o proprio per questo, il viaggio ora è relegato nell’angolo del mito, simbolo della rottura con la quotidianità facilmente acquistabile entrando in un’agenzia, obbligo sociale, esodo coatto.

Scrive a questo proposito Umberto Galimberti:

“Quegli spostamenti estivi che impropriamente chiamiamo viaggi ma che non hanno nulla del viaggio, perché non ci offrono davvero l’esperienza dello spaesamento che, facendoci uscire dall’abituale, e quindi dalle nostre abitudini, ci espongono all’insolito, dove è possibile scoprire come un diverso cielo si stende sulla terra, come la notte dispiega nel cielo costellazioni ignote, come una diversa religione ordina le speranze, come un’altra tradizione rispetto alla nostra fa popolo, come la solitudine fa deserto, l’iscrizione fa storia, il fiume fa ansa, la terra fa solco, e i nostri bagagli fanno ancora Occidente”.(2)

Che cosa ne pensate delle riflessioni appena citate? Qual’è la vostra idea sul turismo di massa?

Mi piacerebbe sapere il vostro parere al riguardo, quindi scrivete lasciando un vostro commento!

LBT 

 

(1) FERRAROTTI, Franco, Partire tornare. Viaggiatori e pellegrini alla fine del millennio, Roma, Donzelli (“Le Saggine”), 1999.

(2) GALIMBERTI, Umberto, “Viaggio, Istruzioni per l’uso”, La Repubblica, 7 luglio 1999.

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